Chiarimenti sulla esecuzione dei tamponi

Chiarimenti sulla esecuzione dei tamponi


                                                                                                          Salerno, 2 nov. 20

 

 

                                                                                               A TUTTI GLI ISCRITTI

Protocollo n.530/2020

                                                                                                     L O R O    S E D I

 

 

OGGETTO: Chiarimenti sulla esecuzione del tampone.

 

 

Caro collega,

                        l’ACN sottoscritto il 28 ottobre 2020 è stato in parte “accelerato” dalle gravi evoluzioni della curva dei contagi, delle ospedalizzazioni e dei decessi dovuti al COVID-19.

                        L’esecuzione dei tamponi nel periodo emergenziale della epidemia da Coronavirus è stata integrata tra i compiti previsti per i Medici di Assistenza Primaria, ciò ha provocato vibrate proteste da parte di alcuni, ma una lettura attenta del testo potrà tranquillamente chiarire che l’esecuzione di questa prestazione è legata alle caratteristiche dello studio medico ed ai criteri di sicurezza dello stesso, demandando ad Accordi regionali successivi le modalità attuative.

                        Questi Accordi dovranno anche prevedere che: si realizzino modelli organizzativi che coinvolgano anche la Continuità Assistenziale, la Emergenza Sanitaria e la Medicina dei Servizi per l’esecuzione dei tamponi in sicurezza ed in locali dedicati, e che in maggior misura vi partecipino quei Medici che abbiano meno impegni nelle attività assistenziali quotidiane che attualmente richiedono un carico di lavoro senza precedenti.

                        Sarà necessario implementare le USCA sul territorio che faranno da supporto ai colleghi della Medicina Generale nella domiciliarità e nella diagnostica dei pazienti COVID sul territorio.

                        Il tampone rapido va praticato esclusivamente ai soggetti asintomatici che abbiano avuto “contatto stretto” con un caso di COVID-19 e sottoposti a quarantena per 10 giorni dal contatto a rischio in alternativa all’isolamento per 14 giorni che non richiede obbligo di tampone.

                        Nessuno sarà obbligato ad eseguire questa prestazione se non sarà fornito di adeguati DPI, se non ha uno studio che rispetti i criteri di sicurezza previsti, o se non è stato formato, o se per particolari patologie dovesse essere considerato soggetto a “rischio”.

                        Dunque saremo obbligati a fare i tamponi? La risposta è NO se non si ha uno studio che rispetti i criteri di sicurezza previsti o semplicemente se non si è stati formati.

                        Le considerazioni e la responsabilità di questa scelta impopolare e forse di difficile comprensione sono legate a questo momento emergenziale senza paragoni e senza precedenti nella storia della Sanità di tutti i Paesi del Mondo.

                        La Medicina Generale al pari di tutte le altre Organizzazioni Sanitarie coinvolte in questa pandemia darà questo contributo unitamente al pesante carico di lavoro che già ogni giorno garantisce.

                        Sarà compito del nostro Sindacato assicurare che i Medici possano con gradualità ed in sicurezza avvicinarsi ad una nuova modalità di Assistenza Primaria che preveda la possibilità di erogare questa e molte altre prestazioni in particolare la diagnostica di primo livello.

                        Leggendo l’ACN non si può non evidenziare le importantissime disposizioni proprio in merito alla diagnostica di 1° livello che rappresentano una novità decisiva per il setting della Medicina Generale, del tutto inimmaginabile fino ad alcuni mesi fà.

                        La Segreteria Nazionale ha chiesto che nella prossima finanziaria per il 2021 venga creato un Fondo specifico per lo sviluppo della Medicina Generale, tale da rendere disponibile immediatamente l’incremento dei Fondi per il personale di studio e per il personale infermieristico fino al raggiungimento del microteam per tutti i Medici di famiglia.

                        Anche la qualificazione della quota capitaria della Medicina Generale e la sburocratizzazione del nostro carico di lavoro è stata posta all’attenzione del Governo.

                        La FIMMG è consapevole di avere fatto una scelta difficile facendo prevalere sul legittimo e prevedibile diritto di critica di alcuni, il dovere della responsabilità, dinanzi alle gravi necessità di un Paese in sofferenza.

                E’ nostro dovere segnalare a tutti lo stato di pressione insostenibile che la Medicina Generale sta sopportando, senza essere stata messa, nei mesi precedenti, nella condizioni di migliorare la risposta del territorio alla pandemia. Questo si sta traducendo nella sofferenza della Medicina Territoriale e dei Medici che vi operano. Se non verranno prese immediate e forti misure di supporto il filtro territoriale potrebbe cadere, e dopo di esso, cadranno le strutture ospedaliere e specialistiche”.

                        Cordiali saluti.

                       

          Il Presidente Provinciale                                              Il Segretario Provinciale Generale

            Francesco Benevento                                                                   Elio Giusto

                                                          

 

 

 


Notizia pubblicata il 02/11/2020

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